scatole giapponesi

Mi arriva dal Regno Unito questo bel sacco blu. Talmente bello che non lo volevo nemmeno aprire. Va be', per dire, ma prima l'ho fotografato. Un filosofo direbbe che la fotografia è quella memoria di sicurezza che ti permette di rovinare una cosa bella.

Apro, e dentro c'è una scatola di cartone meticolosamente avvolta nella pellicola. Tolgo la pellicola. Hiroshige? Eh? Vado a scoprire che Hiroshige Utagawa è stato uno dei principali artisti giapponesi, pittore e incisore, insieme al grande Hokusai, e che la sua opera ha influenzato pittori europei del calibro di Van Gogh. Apperò.
Il titolo del libro è: Cento Famose Viste di Edo (che sarebbe l'antica Tokio).

Apro la scatola di cartone e dentro trovo un'altra scatola, anche questa avvolta nella pellicola, tolta la quale si scopre un pregiato rivestimento setoso. Bello da toccare. Da notare il particolare della chiusura in simil-corno. Che bella scatola, se tanto mi dà tanto, dentro ci sarà un'altra scatola, ancora più bella.

Invece no, dentro c'è finalmente un libro, rilegato a filza alla maniera tradizionale giapponese.


Il tutto è costituito da paginone di carta di elevata qualità, ciascuna stampata solo da un lato e piegata in due facendo combaciare ovviamente la parte non stampata. Faccio un disegnino? Faccio un disegnino.

E dentro? E' un piacere da sfogliare, i lavori di Hiroshige riprodotti con estrema cura, e le spiegazioni a lato in tre lingue: inglese, francese, tedesco...


Si deve comprare questo libro, è da tenere lì, da sfogliare, è bellissimo, ma proprio esteticamente bellissimo.
Resta da scoprire perché mi hanno mandato questo libro, avvolto in scatole e soprattutto in un sacco blu.
Adesso si può dire, l'ho semplicemente comprato, ma era necessaria un po' di suspance no?
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