mercoledì 18 giugno 2008

profili, calibrazione, gamut ed altre brutte parole - parte quarta

PARTE QUARTA - LA GESTIONE DEL COLORE NEI SOFTWARE

Non tutti i software che manipolano immagini gestiscono correttamente i profili colore!

Sistemi Operativi
Tra i sistemi operativi che lo fanno, ci sono Windows Vista e Mac Os X. Dunque se avete Windows XP e visualizzate un'immagine nell'Esplora Risorse (Explorer), questa verrà considerata come se contenesse lo spazio colore sRGB. Quindi, a meno che non contenga davvero sRGB, è sbagliata! Brutta notizia eh.

Browser
Tra i browser che gestiscono i profili colore, ci sono soltanto Firefox versione 3 oppure Safari. Senza la gestione colore, vedrete sempre immagini non corrette, come se contenessero sRGB, anche se contengono un altro profilo. Guardate questa immagine:


Test colore nel browser

Se il colore scritto corrisponde al colore visualizzato, siete a posto, altrimenti il vostro browser non gestisce correttamente i profili colore. Ora vorrete scaricare davvero Firefox 3 ;)

Ma attenzione: Firefox 3 gestisce correttamente il colore solo se lo configurate per farlo, è un'opzione nascosta. Una volta installato, scrivete sulla barra dell'indirizzo (dove normalmente scrivete gli indirizzi Web):

about:config

Il browser vi chiederà conferma, visto che modificare un'opzione può rendere il sistema non più utilizzabile. Cliccate per confermare. Ora scendete giù nella lista delle opzioni fino a trovare quella che dice:

gfx.color_management.enabled

e fateci sopra un doppio clic (non sbagliate l'opzione!). La riga verrà evidenziata in grassetto per significare che avete cambiato il valore da quello di default. Ora chiudete tutte le finestre del browser e rilanciatelo, poi tornate qui. Fatto? Ora vedete correttamente l'immagine, vero?

Software
Tra i software che manipolano le immagini e gestiscono i profili colore, ci sono Adobe LightRoom e Adobe Photoshop.

Le impostazioni che consiglio di usare in LightRoom, sono quelle in figura, si trovano nel menu Edit -> Preferences:

impostazioni colore lightroom

Mentre le impostazioni che consiglio per Photoshop sono quelle qui sotto, si trovano nel menu Edit -> Color settings...

impostazioni colore photoshop

In generale, lavorate le immagini alla massima qualità possibile: si fa sempre in tempo a ridurre la qualità, ma una volta ridotta non si può più tornare indietro.

Nel momento in cui si vuole pubblicare un'immagine su web, le si può assegnare uno spazio colore più adatto ad internet. In LightRoom, andremo nel menu File -> Export... e daremo come opzioni:

esportare per il web

Mentre in Photoshop possiamo esportare usando la voce di menu File -> Export for Web and Devices...

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profili, calibrazione, gamut ed altre brutte parole - parte terza

PARTE TERZA - CONVERSIONE TRA GAMUT DIVERSI

gamut
Per dare un'idea di massima dell'ampiezza dei gamut negli spazi colore, in questa immagine vediamo un confronto tra il gamut dello spazio colore sRGB in rosso e quello AdobeRGB in verde. Come si vede, AdobeRGB è più ampio ovunque.


gamut 2
In quest'altra immagine il confronto è tra il gamut di sRGB in rosso con quello di ProPhoto in verde.

Ora facciamo un facile esempio.

paul klee
Sul mio tavolo c'è un quadro di Paul Klee (beh, magari) che devo copiare il più fedelmente possibile. Ho anche un bel foglio bianco e una scatola di pennarelli che però contiene solo 20 colori tra cui alcuni che non sono nemmeno nel quadro, quindi non mi servono. Come faccio a copiare il quadro con così pochi colori (e alcuni diversi)?

Devo necessariamente scendere a compromessi e lo posso fare usando diverse politiche di conversione, come vedremo tra un attimo.

In questo esempio, il quadro rappresenta un'immagine ed i suoi colori rappresentano lo spazio colore incorporato. Il foglio bianco rappresenta la mia Periferica di uscita, mentre la scatola di pennarelli rappresenta il profilo colore della Periferica, cioè tutti e solo i colori che posso rappresentare.

La Periferica di ingresso (quadro) ha uno spazio colore (i colori) con un gamut molto più ampio del gamut dello spazio colore (scatola di pennarelli) della Periferica di uscita. Dobbiamo scegliere come convertire da uno spazio colore all'altro. Questa conversione con compromessi si chiama "rendering intent" o intento di visualizzazione. Abbiamo tre scelte, anzi quattro:

  1. Intento di tipo "Saturazione"
    E' il meno usato, perché ha risultati poco soddisfacenti. Si considera ogni singolo pixel dell'immagine, senza considerare i pixel vicini; se il colore si trova fuori dal gamut, lo si imposta al colore disponibile più vicino. Come dire, visto che non ho il giallo ocra ma ho il giallo limone, userò il giallo limone. Anche i colori che si trovano all'interno del gamut vengono rimappati verso i bordi dello spazio colore, il che aumenta la saturazione globale dell'immagine.

  2. Intento di tipo "Percettivo"
    L'intero gamut di ingresso viene compresso affinché "entri" nel gamut di uscita. Questa compressione implica anche che i pixel che erano in gamut vengano spostati per "far posto" a quelli che erano fuori. Ogni pixel viene rimappato considerando l'immagine globale, perciò si può dire che nessun pixel avrà il colore "giusto", ma che tutti insieme daranno la percezione (da cui il nome) dell'immagine originale.

  3. Intento di tipo "Colorimetrico" (suddiviso in Relativo e Assoluto)
    In questa modalità, solo i colori che si trovano fuori gamut vengono compressi (rimappati), mentre quelli che sono in gamut vengono solo leggermente modificati. Non viene perciò mantenuta la percezione dell'originale, vengono solo cambiati i colori dei pixel che non sono rappresentabili.

    La modalità relativa o assoluta dell'intento Colorimetrico cambia semplicemente il modo di trattare il punto di bianco: nella modalità relativa il punto di bianco del sorgente viene cambiato al "colore carta" della destinazione. In pratica, il bianco della sorgente rimane bianco anche nella destinazione. Nella modalità assoluta, invece, il bianco della destinazione diventa il bianco rappresentato dalla sorgente e quindi non sarà probabilmente bianco puro.

L'argomento è complesso e porta ad una semplice domanda che esigerebbe una altrettanto semplice risposta: sì, quale intento di visualizzazione dovrei usare? La risposta semplice non c'è, se non questa: usate l'intento che produce il miglior risultato per i vostri occhi.

Non vi ho soddisfatti eh? Allora posso anche darvi una regola molto generale: usate l'intento percettivo per le foto digitali ed usate il colorimetrico relativo per immagini vettoriali. Ma prendete questa regola con le dovute cautele!

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profili, calibrazione, gamut ed altre brutte parole - parte seconda

PARTE SECONDA - INCORPORARE UN PROFILO COLORE

La seconda parte della soluzione, cioè suggerire alla Periferica come visualizzare una certa immagine, consiste nell'aggiungere all'immagine stessa un proprio profilo colore, o meglio uno spazio colore, che rappresenta semplicemente una tabella di conversione di colori.

Senza il profilo incorporato nell'immagine, infatti, la Periferica non saprebbe in che modo interpretare l'immagine stessa; in questo caso può solo scegliere di non interpretare un bel niente, oppure di fare una serie di assunzioni (es: in assenza di informazioni facciamo finta che il profilo sia questo...).

Dunque all'immagine nuda e cruda si aggiunge un profilo colore che per essere utile deve essere interpretato dalla Periferica. In altre parole, il profilo colore è come un dizionario, se nessuno lo consulta è inutile.

Quando visualizziamo un'immagine (o la stampiamo), di fatto avviene una conversione tra il profilo colore incorporato nell'immagine ed il profilo del monitor (o stampante), in modo tale da garantire una giusta corrispondenza, benché non perfetta, tra l'immagine originale ed il risultato, cioè tra la periferica in ingresso e quella in uscita.

Gli spazi colore più usati e incorporati nelle immagini sono questi:

  1. sRGB
  2. AdobeRGB
  3. ProPhoto

Il primo, sRGB, è un profilo con una ridotta gamma di colori (si dice Gamut), ed è stato studiato perché sia piccolo ed utilizzabile in internet. Non usate questo profilo per usi professionali, solo per immagini destinate ad internet.

Il secondo, AdobeRGB, ha un gamut più ampio ed è molto usato da fotografi e professionisti che lavorano nel mondo delle immagini digitali. Alcune stampanti ed alcuni monitor (rari) sono in grado di rappresentare questo profilo senza soffrire nelle conversioni (si veda la parte terza).

Il terzo, ProPhoto, è un profilo con un gamut molto ampio, usato quasi esclusivamente dai fotografi. Nessuna Periferica è al momento in grado di rappresentare nativamente l'intero gamut di questo profilo, perciò i cavilli delle conversioni tra profili sono sempre in agguato. D'altro canto, un giorno non lontano potrebbero essere realizzate Periferiche in grado di rappresentare il ProPhoto, quindi vale la pena lavorare con la massima disponibilità di colori in visione di sviluppi futuri (si veda la parte terza).

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profili, calibrazione, gamut ed altre brutte parole - parte prima

E' giunto il momento di parlare di colore, un argomento vasto e complesso ma purtroppo necessario per chiunque si occupi di immagini o fotografie digitali, anche se solo per farle vedere alla zia (e-mail, Flickr, ...).

Quante volte succede di stampare una foto ed ottenere un risultato molto diverso da quello che si vedeva a monitor? O di inviare una foto ad un amico e lui dice che è brutta perché è troppo scura?

Problema: al mondo ci sono tanti diversi monitor, stampanti, scanner, macchine fotografiche e per ognuno di questi apparecchi ci sono diversi tipi, marche e modelli. Chiameremo tutti questi strumenti che in qualche modo hanno a che fare con i colori "periferiche dipendenti dal colore" o più semplicemente PDC. Oh no, un acronimo! Odio gli acronimi, e poi questo fa confusione con "Profondità Di Campo". Chiamiamoli allora Periferiche, in grassetto ;)

Siccome ogni Periferica gestisce il colore diversamente dalle altre, la stessa immagine risulterà diversa quando viene trattata da diverse Periferiche, e questo è vero anche per due monitor della stessa marca e dello stesso modello ma di diversa età o in diverse condizioni di luce! O anche la stessa stampante che fa due stampe della stessa immagine ma su carte diverse! Le variabili sono tantissime.

Soluzione: primo, impostare la Periferica affinché visualizzi correttamente i colori; secondo, suggerire alla Periferica in che modo visualizzare ogni immagine.

PARTE PRIMA - LA CALIBRAZIONE DELLA PERIFERICA

spyder 3
La prima parte della soluzione implica la calibrazione della Periferica. Ciò si realizza con un sofisticato strumento hardware, un calibratore, che crea un profilo colore adatto a quella Periferica.

Nel caso di un monitor, chi si occupa di immagini deve calibrare il proprio monitor. No, non è opzionale e non si può fare ad occhio. Il monitor va calibrato. Sì, è proprio necessario. Calibratelo. Ho già detto che il monitor va calibrato?

xrite display 2
Gli strumenti sul mercato sono diversi, ma i migliori secondo il mio modesto parere sono due:

  1. Lo Spyder / Spyder 2 / Spyder 3 (varie versioni dello stesso prodotto). Il più avanzato è lo Spyder 3 Elite e si trova a circa 170 euro.


  2. EyeOne display (non prendete il modello LT che costa meno ma non va bene).

Ora che abbiamo il monitor calibrato, se intendiamo stampare dovremmo calibrare anche la stampante (con un diverso colorimetro) e creare un diverso profilo per ogni tipo di stampante, carta ed inchiostro che intendiamo usare. Oppure ci dobbiamo sincerare che il fornitore dal quale ci serviamo per le nostre stampe abbia le proprie stampanti calibrate (io uso Digitalpix.it).

In generale, per ogni Periferica, un profilo colore.

Per inciso, anche le macchine fotografiche digitali possono essere calibrate, ma sconsiglio vivamente di farlo: gli strumenti necessari sono molto complicati e difficilmente si riuscirà a fare meglio del profilo incorporato dalla casa madre.

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