luce parassita, o flare
Una casa editrice, per un libro turistico di prossima uscita, mi ha chiesto di fotografare alcuni monumenti e punti di particolare interesse artistico a Roma; conoscendo la città, anche volendo limitarsi molto, in pratica si tratta di centinaia di foto.
Per evitare di fotografare, oltre ai monumenti, anche i passanti, arrivo sul posto alle 6 di mattina. Di buono c'è che:
Di cattivo c'è che:
Infatti a quell'ora (sarebbero le 5 in ora solare) la luce è radente, ed oltre a creare brutte ombre nette, spesso genera quella maledetta luce parassita, nota anche come flare.
D'ora in poi, se qualcuno mi chiederà cos'è la luce parassita gli mostrerò questa foto dei Fori Romani.
Ma che cos'è dunque la luce parassita?
Anzitutto si deve dire che il flare è sempre presente, in qualunque foto, solo che a volte si nota di più.
La luce parassita si manifesta in due modi, entrambi fastidiosi ed impossibili da eliminare in postproduzione: uno consiste in circoli luminosi iridati, di dimensioni crescenti e disposti solitamente lungo una linea retta. Il secondo consiste in una foschia diffusa, come una nebbia di luce che rende la foto opaca. In tutti i casi, la foto risultante è inutilizzabile.
Il flare ha sostanzialmente due cause: la luce che entra nella macchina (camera flare), e la luce che entra nelle lenti (lens flare). Contro il primo noi non possiamo fare nulla; i costruttori di macchine fotografiche cercano di evitarlo il più possibile con vari accorgimenti.

Contro il secondo tipo, il flare dovuto alle lenti, dobbiamo cercare di evitare che la luce entri direttamente nell'obiettivo, rimbalzando a destra e a manca e provocando quel subdolo effetto.
Uno dei modi per evitarlo è usare un paraluce. Attenzione a prenderne uno adatto al vostro obiettivo, perché il paraluce sbagliato potrebbe oscurare anche parte del fotogramma. E' possibile anche costruirsene uno in cartone.
Un altro metodo è quello di bloccare la luce indesiderata con l'aiuto di una mano, un cappello, una persona, o qualunque cosa si abbia a disposizione nel momento dello scatto.
Soprattutto quando si usa un flash orientato verso la macchina fotografica, sarebbe bene posizionare sul flash stesso un cartoncino nero in modo tale che il lampo non raggiunga direttamente l'obiettivo. Gli oggetti che si usano per bloccare la luce si chiamano comunemente in gergo "gobo" che sta per GOes Between Objects, cioè "va tra gli oggetti".
Del flare ce ne accorgiamo spesso quando è troppo tardi. Come disse Erasmo da Rotterdam - "I mali che non si avvertono sono i più pericolosi".
Il flare è il male. Usate un paraluce.
Per evitare di fotografare, oltre ai monumenti, anche i passanti, arrivo sul posto alle 6 di mattina. Di buono c'è che:
- Non c'è quasi nessuno
- Non ci sono problemi di parcheggio
- I varchi che delimitano le zone a traffico limitato sono aperti
Di cattivo c'è che:
- La luce è brutta
- La luce è difficile
- La luce è brutta e difficile
Infatti a quell'ora (sarebbero le 5 in ora solare) la luce è radente, ed oltre a creare brutte ombre nette, spesso genera quella maledetta luce parassita, nota anche come flare.
D'ora in poi, se qualcuno mi chiederà cos'è la luce parassita gli mostrerò questa foto dei Fori Romani.Ma che cos'è dunque la luce parassita?
Anzitutto si deve dire che il flare è sempre presente, in qualunque foto, solo che a volte si nota di più.
La luce parassita si manifesta in due modi, entrambi fastidiosi ed impossibili da eliminare in postproduzione: uno consiste in circoli luminosi iridati, di dimensioni crescenti e disposti solitamente lungo una linea retta. Il secondo consiste in una foschia diffusa, come una nebbia di luce che rende la foto opaca. In tutti i casi, la foto risultante è inutilizzabile.
Il flare ha sostanzialmente due cause: la luce che entra nella macchina (camera flare), e la luce che entra nelle lenti (lens flare). Contro il primo noi non possiamo fare nulla; i costruttori di macchine fotografiche cercano di evitarlo il più possibile con vari accorgimenti.

Contro il secondo tipo, il flare dovuto alle lenti, dobbiamo cercare di evitare che la luce entri direttamente nell'obiettivo, rimbalzando a destra e a manca e provocando quel subdolo effetto.
Uno dei modi per evitarlo è usare un paraluce. Attenzione a prenderne uno adatto al vostro obiettivo, perché il paraluce sbagliato potrebbe oscurare anche parte del fotogramma. E' possibile anche costruirsene uno in cartone.
Un altro metodo è quello di bloccare la luce indesiderata con l'aiuto di una mano, un cappello, una persona, o qualunque cosa si abbia a disposizione nel momento dello scatto.
Soprattutto quando si usa un flash orientato verso la macchina fotografica, sarebbe bene posizionare sul flash stesso un cartoncino nero in modo tale che il lampo non raggiunga direttamente l'obiettivo. Gli oggetti che si usano per bloccare la luce si chiamano comunemente in gergo "gobo" che sta per GOes Between Objects, cioè "va tra gli oggetti".
Del flare ce ne accorgiamo spesso quando è troppo tardi. Come disse Erasmo da Rotterdam - "I mali che non si avvertono sono i più pericolosi".
Il flare è il male. Usate un paraluce.






