mercoledì 31 dicembre 2008

2009 tantissimi auguri

Per il 2009 auguro a tutti Yottabyte di felicità, che possa sprizzarvi da tutti
i pixel. :)


lunedì 1 dicembre 2008

le foto della colletta alimentare

Dicevo della colletta alimentare 2008. Le foto sono qui.

Nota per voi: mi si sono rotti ben due flash, ho dovuto far tutte le foto con una sola sorgente luminosa. La maggior parte delle foto sono state scattate con il flash in una softbox 60x60 posta a 45° dal soggetto, posta poco più in alto della linea degli occhi e leggermente inclinata verso il basso.

Nota per me: il Canon EF 50mm f1.4 non si può usare ad f1.4... non è nitido nemmeno al centro. Ma non si può usare neanche a f1.8. Inizia a diventare buono a f2.8 ed eccellente da f4.0 fino a f14. Letteralmente inutilizzabile a f22!

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venerdì 28 novembre 2008

tutte le immagini della rivista LIFE

Un accordo tra Google e Life permette di vedere e cercare tra l'archivio fotografico di Life, contenente milioni di fotografie, pubblicate e non, a partire dal 1750 fino ad oggi.

E' un'occasione unica per guardare il lavoro dei più grandi fotografi a partire dagli albori della fotografia.

http://images.google.com/hosted/life


martedì 25 novembre 2008

colletta alimentare

Logo Banco Alimentare
Ci risiamo: come tutti gli anni, l'ultimo sabato di novembre (quest'anno il 29) è il giorno della Colletta Alimentare.

Io sarò lì a fare le foto ai volontari e ai donatori. Sono tutti bellissimi e il mio compito è di imbruttirli altrimenti si montano la testa.

Chi vuole può partecipare in due modi: facendo semplicemente la spesa, oppure come volontari per dare una mano (ed avere in cambio una vostra foto con in mano una confezione di omogeneizzati, che fa tanto scicc).

La Colletta si svolge in molti supermercati italiani, io sarò da Panorama all?interno del Centro Commerciale "I Granai".

L?orario di apertura va dalle 8.30 alle 21.00, ma anche chi ha solo un'ora o due può essere di grande aiuto. Se possibile fatemi sapere quanta gente viene e in che orari, così si possono fare dei turni in modo da coprire tutte le necessità.

C'è da fare per tutti, anche per i bambini (che si divertono come matti) o per chi non può o non vuole stancarsi, o per chi è bravo a convincere le persone a contribuire, o per chi si sente un orso e non ha voglia di parlare... insomma, non ci sono scuse!

Poi, se proprio non ve la sentite, almeno venite a fare la spesa! E se "I Granai" non vi sono proprio comodissimi, andate in un altro supermercato... l'importante è partecipare!

Ricordo che è ripartito il sito-blog dei volontari de "I Granai": http://www.collettando.it : aspetto i vostri interventi.

Per saperne di più: http://www.bancoalimentare.it e http://www.collettando.it

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mercoledì 12 novembre 2008

creta bis

Ho aggiornato l'album Paesaggio aggiungendo la collezione Creta.

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mercoledì 8 ottobre 2008

corso di fotografia a roma

Parte il nuovo corso di fotografia a Roma.
Tutti i dettagli qui.


giovedì 25 settembre 2008

Creta

Hanià (h gutturale come per il tedesco Ich), bellissima città abbellita dai veneziani durante il proprio dominio e successivamente orientalizzata dai turchi, si trova sull'isola di Creta, la più grande della Grecia.

Il delizioso porto sembra una piccola Venezia, con un bel faro, che di notte diventa bellissimo.

Porto di Hanià
Dati di scatto: Iso 400 - 40 mm - f/7,1 - 2 sec.
Cavalletto, cavo flessibile, blocco dello specchio.


L'antico si mescola col fatiscente, e l'amalgama risulta (per me) particolarmente affascinante.

Porto di Hanià
Dati di scatto: Iso 100 - 24 mm - f/8,0 - 1/125 sec.


Le gole si Samarià, dichiarate patrimonio dell'umanità dall'Unesco, costituiscono un impegnativo percorso di trekking in discesa, tra sassi di ogni genere e forma. L'ingresso delle gole si trova ad oltre 1.200 metri di altitudine, fino a giungere al mare, per un percorso di 16 km e circa 8 ore di cammino.

Gole di samarià
Dati di scatto: Iso 100 - 10 mm - f/6,3 - 1/80 sec.

Va da sé che all'arrivo al mare, tutti entrano in acqua quasi senza spogliarsi.

Ho visto un uomo portare il figlio piccolo nel marsupio, e percorrere in tali condizioni le gole in senso inverso, in salita. Ho scoperto che i supereroi esistono: sono dei malati di mente però con un bel fisico.

Nel punto in cui le gole si avvicinano di più, le due pareti distano solo 3 metri tra loro, per un'altezza di oltre 300.


Sulla spiaggia di Falasarna, la sabbia è rossa, per via dei coralli ridotti in polvere.

Spiaggia di Falasarna
Dati di scatto: Iso 100 - 24 mm - f/10 - 1/800 sec.

La località regala tramonti del medesimo colore.

Tramonto a Falasarna
Dati di scatto: Iso 100 - 45 mm - f/8 - 8 sec.


Per andare a Balos, si deve percorrere uno sterrato stretto e sconnesso, a strapiombo sul mare. Poi la trada finisce, e si prosegue a piedi; altri sassi.

Percorso per Balos
Dati di scatto: Iso 100 - 10 mm - f/9 - 1/640 sec.

Ma la ricompensa è grandiosa. Il mare di fronte all'isolotto, in una specie di laguna aperta, è ad altezza ginocchio, la sabbia rossa per il corallo, i colori inebrianti.

Balos
Dati di scatto: Iso 100 - 15 mm - f/10 - 1/100 sec.


Ad Elafonissi c'è una spiaggia di sabbia bianca che non è da meno.

Spiaggia di Elafonissi
Dati di scatto: Iso 100 - 10 mm - f/4,5 - 1/1000 sec.

Una lingua di mare, ad altezza ginocchio, conduce all'isolotto di fronte che è parco naturale e che si può esplorare.

Isolotto Elafonissi
Dati di scatto: Iso 100 - 10 mm - f/10 - 1/125 sec.
Sfondo sottoesposto di uno stop, colpo di flash sul fiore; non avendo con me il trigger per il controllo remoto del flash, purtroppo ho dovuto usare quello sulla macchina, e si vede.


Rethymno è un'altra deliziosa cittadina in stile veneziano.

Rethymno
Dati di scatto: Iso 100 - 50 mm - f/6,3 - 1/100 sec.


Il tempio di Zeus Olimpio, ad Atene, è davvero imponente.

Tempio di Zeus Olimpio
Dati di scatto: Iso 100 - 10 mm - f/8 - 1/250 sec.


Un viaggio fisicamente stancante, ma che rifarei anche subito.
Anche solo per riascoltare la suadente voce femminile che sulla metropolitana annuncia la prossima fermata: Doukissis Plakentias.
:)

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lunedì 18 agosto 2008

cerimonia di apertura olimpiadi 2008

Molto raramente inserisco link esterni ad immagini, ma qui ci sono alcune splendide foto della spettacolare cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2008.


giovedì 14 agosto 2008

villa medici

Villa Medici
Dati di scatto: Iso 100 - 10mm - f/8,0 - 1/25 sec


Ho aggiornato l'album Paesaggio - Roma e la piccola foto nella homepage con un'immagine di Villa Medici (Accademia di Francia).

Il palazzo si specchia nell'antistante fontana. Dal momento che il colore non aggiungeva nulla alla foto, ho preferito convertirla in bianco e nero.


lunedì 28 luglio 2008

luce parassita, o flare

Una casa editrice, per un libro turistico di prossima uscita, mi ha chiesto di fotografare alcuni monumenti e punti di particolare interesse artistico a Roma; conoscendo la città, anche volendo limitarsi molto, in pratica si tratta di centinaia di foto.

Per evitare di fotografare, oltre ai monumenti, anche i passanti, arrivo sul posto alle 6 di mattina. Di buono c'è che:

  1. Non c'è quasi nessuno
  2. Non ci sono problemi di parcheggio
  3. I varchi che delimitano le zone a traffico limitato sono aperti

Di cattivo c'è che:

  1. La luce è brutta
  2. La luce è difficile
  3. La luce è brutta e difficile

Infatti a quell'ora (sarebbero le 5 in ora solare) la luce è radente, ed oltre a creare brutte ombre nette, spesso genera quella maledetta luce parassita, nota anche come flare.

Fori RomaniD'ora in poi, se qualcuno mi chiederà cos'è la luce parassita gli mostrerò questa foto dei Fori Romani.

Ma che cos'è dunque la luce parassita?

Anzitutto si deve dire che il flare è sempre presente, in qualunque foto, solo che a volte si nota di più.

La luce parassita si manifesta in due modi, entrambi fastidiosi ed impossibili da eliminare in postproduzione: uno consiste in circoli luminosi iridati, di dimensioni crescenti e disposti solitamente lungo una linea retta. Il secondo consiste in una foschia diffusa, come una nebbia di luce che rende la foto opaca. In tutti i casi, la foto risultante è inutilizzabile.

Il flare ha sostanzialmente due cause: la luce che entra nella macchina (camera flare), e la luce che entra nelle lenti (lens flare). Contro il primo noi non possiamo fare nulla; i costruttori di macchine fotografiche cercano di evitarlo il più possibile con vari accorgimenti.

paraluce
Contro il secondo tipo, il flare dovuto alle lenti, dobbiamo cercare di evitare che la luce entri direttamente nell'obiettivo, rimbalzando a destra e a manca e provocando quel subdolo effetto.

Uno dei modi per evitarlo è usare un paraluce. Attenzione a prenderne uno adatto al vostro obiettivo, perché il paraluce sbagliato potrebbe oscurare anche parte del fotogramma. E' possibile anche costruirsene uno in cartone.

Un altro metodo è quello di bloccare la luce indesiderata con l'aiuto di una mano, un cappello, una persona, o qualunque cosa si abbia a disposizione nel momento dello scatto.

Soprattutto quando si usa un flash orientato verso la macchina fotografica, sarebbe bene posizionare sul flash stesso un cartoncino nero in modo tale che il lampo non raggiunga direttamente l'obiettivo. Gli oggetti che si usano per bloccare la luce si chiamano comunemente in gergo "gobo" che sta per GOes Between Objects, cioè "va tra gli oggetti".

Del flare ce ne accorgiamo spesso quando è troppo tardi. Come disse Erasmo da Rotterdam - "I mali che non si avvertono sono i più pericolosi".

Il flare è il male. Usate un paraluce.


lunedì 30 giugno 2008

NATIONAL GEOGRAPHIC

icebergIl giornalista mi chiama e mi fa - lei ci ha inviato una foto, vero?
Io me ne ricordavo vagamente e ho risposto - sì sì io vi ho inviato una foto, vero?

Il giornalista (scartabellando) - gentilmente mi ricorda che foto fosse (fruscio), al momento non la (fruscio)... non la trovo.


mulinoE io: l'iceberg era sicuramente l'iceberg. Quello bucato, eroso, blu. Ah guardi, come mi vengono bene le foto degli iceberg...

(fruscio) No, non mi pare - mi fa - non era un mulino?

E io: ma certo, il mulino come no. Bella eh? Ah come mi vengono le foto dei mulini...

Allora il giornalista, interromendo il fruscio - ah eccola qui, guardi, il mulino di Orbetello, tra l'altro conosco benissimo quella zona, ecco, la sua foto è stata selezionata dal National Geographic, sa il giornale? al novantapercento la pubblichiamo sul numero di luglio.

E io - scusi? Il National? Vuole dire quel National Geographic? La rivista, intende? Cioè la rivista per la quale pur di lavorarci darei un polmone e dueterzi del pancreas, quella intende?

Il giornalista mi fa - sì, senta le vorrei fare un po' di domande, se può rispondere. E così mi intervista. E io dico, e io spiffero. Ah, interessante questa cosa, mi fa, e scrive.

Alla fine della chiamata, lo scettico che c'è in me ha preso il sopravvento e ha detto: naaa. Ricordando le leggi di Murphy, ho dato per certo che sarei rientrato nel restante diecipercento delle possibilità per cui no, non l'avrebbero pubblicata. Macché. Infatti, ad esclusione di rare eccezioni, non l'ho detto a nessuno. Quasi. Diciamo che non l'ho detto ai trequarti della popolazione mondiale, come avrei voluto.

Be' stamattina ho comprato il National e la mia foto c'era. Piccola sì, minuscola sì, ma c'era e il signor Murphy per una volta è stato sconfitto.

Comprate il National Geographic, se non ci credete :)
Ho già detto che mi hanno pubblicato una foto? Una mia foto sul National Geographic? Di luglio?

:D


venerdì 20 giugno 2008

corso di fotografia a roma

corso di fotografiaNel mese di luglio 2008 avrà inizio un altro corso di fotografia a Roma (corso base).

Il modulo avanzato avrà invece inizio a settembre 2008, ma è possibile iscriversi da subito ad entrambi.

Il corso si terrà ogni martedì e giovedì dalle 18.30 alle 20.30, con il seguente calendario:

LezioneData
I1 luglio
II3 luglio
III8 luglio
IV10 luglio
V15 luglio
VI(pratica all'aperto, data da definire)

Clicca per avere il programma completo, comprensivo degli altri moduli.

Le iscrizioni sono a numero chiuso e si chiuderanno il 28 giugno.

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mercoledì 18 giugno 2008

profili, calibrazione, gamut ed altre brutte parole - parte quarta

PARTE QUARTA - LA GESTIONE DEL COLORE NEI SOFTWARE

Non tutti i software che manipolano immagini gestiscono correttamente i profili colore!

Sistemi Operativi
Tra i sistemi operativi che lo fanno, ci sono Windows Vista e Mac Os X. Dunque se avete Windows XP e visualizzate un'immagine nell'Esplora Risorse (Explorer), questa verrà considerata come se contenesse lo spazio colore sRGB. Quindi, a meno che non contenga davvero sRGB, è sbagliata! Brutta notizia eh.

Browser
Tra i browser che gestiscono i profili colore, ci sono soltanto Firefox versione 3 oppure Safari. Senza la gestione colore, vedrete sempre immagini non corrette, come se contenessero sRGB, anche se contengono un altro profilo. Guardate questa immagine:


Test colore nel browser

Se il colore scritto corrisponde al colore visualizzato, siete a posto, altrimenti il vostro browser non gestisce correttamente i profili colore. Ora vorrete scaricare davvero Firefox 3 ;)

Ma attenzione: Firefox 3 gestisce correttamente il colore solo se lo configurate per farlo, è un'opzione nascosta. Una volta installato, scrivete sulla barra dell'indirizzo (dove normalmente scrivete gli indirizzi Web):

about:config

Il browser vi chiederà conferma, visto che modificare un'opzione può rendere il sistema non più utilizzabile. Cliccate per confermare. Ora scendete giù nella lista delle opzioni fino a trovare quella che dice:

gfx.color_management.enabled

e fateci sopra un doppio clic (non sbagliate l'opzione!). La riga verrà evidenziata in grassetto per significare che avete cambiato il valore da quello di default. Ora chiudete tutte le finestre del browser e rilanciatelo, poi tornate qui. Fatto? Ora vedete correttamente l'immagine, vero?

Software
Tra i software che manipolano le immagini e gestiscono i profili colore, ci sono Adobe LightRoom e Adobe Photoshop.

Le impostazioni che consiglio di usare in LightRoom, sono quelle in figura, si trovano nel menu Edit -> Preferences:

impostazioni colore lightroom

Mentre le impostazioni che consiglio per Photoshop sono quelle qui sotto, si trovano nel menu Edit -> Color settings...

impostazioni colore photoshop

In generale, lavorate le immagini alla massima qualità possibile: si fa sempre in tempo a ridurre la qualità, ma una volta ridotta non si può più tornare indietro.

Nel momento in cui si vuole pubblicare un'immagine su web, le si può assegnare uno spazio colore più adatto ad internet. In LightRoom, andremo nel menu File -> Export... e daremo come opzioni:

esportare per il web

Mentre in Photoshop possiamo esportare usando la voce di menu File -> Export for Web and Devices...

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profili, calibrazione, gamut ed altre brutte parole - parte terza

PARTE TERZA - CONVERSIONE TRA GAMUT DIVERSI

gamut
Per dare un'idea di massima dell'ampiezza dei gamut negli spazi colore, in questa immagine vediamo un confronto tra il gamut dello spazio colore sRGB in rosso e quello AdobeRGB in verde. Come si vede, AdobeRGB è più ampio ovunque.


gamut 2
In quest'altra immagine il confronto è tra il gamut di sRGB in rosso con quello di ProPhoto in verde.

Ora facciamo un facile esempio.

paul klee
Sul mio tavolo c'è un quadro di Paul Klee (beh, magari) che devo copiare il più fedelmente possibile. Ho anche un bel foglio bianco e una scatola di pennarelli che però contiene solo 20 colori tra cui alcuni che non sono nemmeno nel quadro, quindi non mi servono. Come faccio a copiare il quadro con così pochi colori (e alcuni diversi)?

Devo necessariamente scendere a compromessi e lo posso fare usando diverse politiche di conversione, come vedremo tra un attimo.

In questo esempio, il quadro rappresenta un'immagine ed i suoi colori rappresentano lo spazio colore incorporato. Il foglio bianco rappresenta la mia Periferica di uscita, mentre la scatola di pennarelli rappresenta il profilo colore della Periferica, cioè tutti e solo i colori che posso rappresentare.

La Periferica di ingresso (quadro) ha uno spazio colore (i colori) con un gamut molto più ampio del gamut dello spazio colore (scatola di pennarelli) della Periferica di uscita. Dobbiamo scegliere come convertire da uno spazio colore all'altro. Questa conversione con compromessi si chiama "rendering intent" o intento di visualizzazione. Abbiamo tre scelte, anzi quattro:

  1. Intento di tipo "Saturazione"
    E' il meno usato, perché ha risultati poco soddisfacenti. Si considera ogni singolo pixel dell'immagine, senza considerare i pixel vicini; se il colore si trova fuori dal gamut, lo si imposta al colore disponibile più vicino. Come dire, visto che non ho il giallo ocra ma ho il giallo limone, userò il giallo limone. Anche i colori che si trovano all'interno del gamut vengono rimappati verso i bordi dello spazio colore, il che aumenta la saturazione globale dell'immagine.

  2. Intento di tipo "Percettivo"
    L'intero gamut di ingresso viene compresso affinché "entri" nel gamut di uscita. Questa compressione implica anche che i pixel che erano in gamut vengano spostati per "far posto" a quelli che erano fuori. Ogni pixel viene rimappato considerando l'immagine globale, perciò si può dire che nessun pixel avrà il colore "giusto", ma che tutti insieme daranno la percezione (da cui il nome) dell'immagine originale.

  3. Intento di tipo "Colorimetrico" (suddiviso in Relativo e Assoluto)
    In questa modalità, solo i colori che si trovano fuori gamut vengono compressi (rimappati), mentre quelli che sono in gamut vengono solo leggermente modificati. Non viene perciò mantenuta la percezione dell'originale, vengono solo cambiati i colori dei pixel che non sono rappresentabili.

    La modalità relativa o assoluta dell'intento Colorimetrico cambia semplicemente il modo di trattare il punto di bianco: nella modalità relativa il punto di bianco del sorgente viene cambiato al "colore carta" della destinazione. In pratica, il bianco della sorgente rimane bianco anche nella destinazione. Nella modalità assoluta, invece, il bianco della destinazione diventa il bianco rappresentato dalla sorgente e quindi non sarà probabilmente bianco puro.

L'argomento è complesso e porta ad una semplice domanda che esigerebbe una altrettanto semplice risposta: sì, quale intento di visualizzazione dovrei usare? La risposta semplice non c'è, se non questa: usate l'intento che produce il miglior risultato per i vostri occhi.

Non vi ho soddisfatti eh? Allora posso anche darvi una regola molto generale: usate l'intento percettivo per le foto digitali ed usate il colorimetrico relativo per immagini vettoriali. Ma prendete questa regola con le dovute cautele!

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profili, calibrazione, gamut ed altre brutte parole - parte seconda

PARTE SECONDA - INCORPORARE UN PROFILO COLORE

La seconda parte della soluzione, cioè suggerire alla Periferica come visualizzare una certa immagine, consiste nell'aggiungere all'immagine stessa un proprio profilo colore, o meglio uno spazio colore, che rappresenta semplicemente una tabella di conversione di colori.

Senza il profilo incorporato nell'immagine, infatti, la Periferica non saprebbe in che modo interpretare l'immagine stessa; in questo caso può solo scegliere di non interpretare un bel niente, oppure di fare una serie di assunzioni (es: in assenza di informazioni facciamo finta che il profilo sia questo...).

Dunque all'immagine nuda e cruda si aggiunge un profilo colore che per essere utile deve essere interpretato dalla Periferica. In altre parole, il profilo colore è come un dizionario, se nessuno lo consulta è inutile.

Quando visualizziamo un'immagine (o la stampiamo), di fatto avviene una conversione tra il profilo colore incorporato nell'immagine ed il profilo del monitor (o stampante), in modo tale da garantire una giusta corrispondenza, benché non perfetta, tra l'immagine originale ed il risultato, cioè tra la periferica in ingresso e quella in uscita.

Gli spazi colore più usati e incorporati nelle immagini sono questi:

  1. sRGB
  2. AdobeRGB
  3. ProPhoto

Il primo, sRGB, è un profilo con una ridotta gamma di colori (si dice Gamut), ed è stato studiato perché sia piccolo ed utilizzabile in internet. Non usate questo profilo per usi professionali, solo per immagini destinate ad internet.

Il secondo, AdobeRGB, ha un gamut più ampio ed è molto usato da fotografi e professionisti che lavorano nel mondo delle immagini digitali. Alcune stampanti ed alcuni monitor (rari) sono in grado di rappresentare questo profilo senza soffrire nelle conversioni (si veda la parte terza).

Il terzo, ProPhoto, è un profilo con un gamut molto ampio, usato quasi esclusivamente dai fotografi. Nessuna Periferica è al momento in grado di rappresentare nativamente l'intero gamut di questo profilo, perciò i cavilli delle conversioni tra profili sono sempre in agguato. D'altro canto, un giorno non lontano potrebbero essere realizzate Periferiche in grado di rappresentare il ProPhoto, quindi vale la pena lavorare con la massima disponibilità di colori in visione di sviluppi futuri (si veda la parte terza).

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profili, calibrazione, gamut ed altre brutte parole - parte prima

E' giunto il momento di parlare di colore, un argomento vasto e complesso ma purtroppo necessario per chiunque si occupi di immagini o fotografie digitali, anche se solo per farle vedere alla zia (e-mail, Flickr, ...).

Quante volte succede di stampare una foto ed ottenere un risultato molto diverso da quello che si vedeva a monitor? O di inviare una foto ad un amico e lui dice che è brutta perché è troppo scura?

Problema: al mondo ci sono tanti diversi monitor, stampanti, scanner, macchine fotografiche e per ognuno di questi apparecchi ci sono diversi tipi, marche e modelli. Chiameremo tutti questi strumenti che in qualche modo hanno a che fare con i colori "periferiche dipendenti dal colore" o più semplicemente PDC. Oh no, un acronimo! Odio gli acronimi, e poi questo fa confusione con "Profondità Di Campo". Chiamiamoli allora Periferiche, in grassetto ;)

Siccome ogni Periferica gestisce il colore diversamente dalle altre, la stessa immagine risulterà diversa quando viene trattata da diverse Periferiche, e questo è vero anche per due monitor della stessa marca e dello stesso modello ma di diversa età o in diverse condizioni di luce! O anche la stessa stampante che fa due stampe della stessa immagine ma su carte diverse! Le variabili sono tantissime.

Soluzione: primo, impostare la Periferica affinché visualizzi correttamente i colori; secondo, suggerire alla Periferica in che modo visualizzare ogni immagine.

PARTE PRIMA - LA CALIBRAZIONE DELLA PERIFERICA

spyder 3
La prima parte della soluzione implica la calibrazione della Periferica. Ciò si realizza con un sofisticato strumento hardware, un calibratore, che crea un profilo colore adatto a quella Periferica.

Nel caso di un monitor, chi si occupa di immagini deve calibrare il proprio monitor. No, non è opzionale e non si può fare ad occhio. Il monitor va calibrato. Sì, è proprio necessario. Calibratelo. Ho già detto che il monitor va calibrato?

xrite display 2
Gli strumenti sul mercato sono diversi, ma i migliori secondo il mio modesto parere sono due:

  1. Lo Spyder / Spyder 2 / Spyder 3 (varie versioni dello stesso prodotto). Il più avanzato è lo Spyder 3 Elite e si trova a circa 170 euro.


  2. EyeOne display (non prendete il modello LT che costa meno ma non va bene).

Ora che abbiamo il monitor calibrato, se intendiamo stampare dovremmo calibrare anche la stampante (con un diverso colorimetro) e creare un diverso profilo per ogni tipo di stampante, carta ed inchiostro che intendiamo usare. Oppure ci dobbiamo sincerare che il fornitore dal quale ci serviamo per le nostre stampe abbia le proprie stampanti calibrate (io uso Digitalpix.it).

In generale, per ogni Periferica, un profilo colore.

Per inciso, anche le macchine fotografiche digitali possono essere calibrate, ma sconsiglio vivamente di farlo: gli strumenti necessari sono molto complicati e difficilmente si riuscirà a fare meglio del profilo incorporato dalla casa madre.

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giovedì 29 maggio 2008

Adobe CS4 beta

Adobe ha rilasciato alcuni dei prodotti della nuova Creative Suite 4, in versione beta, liberamente scaricabili da qui.

I prodotti sono:


martedì 27 maggio 2008

TinEye.com

Sarebbe bello poter cercare tutte le occorrenze di una data immagine sul web. Sarebbe bello anche cercare eventuali modifiche all'immagine originale.

Dunque: cercare un'immagine a livello di pixel, con la semplicità di Google, con la velocità di Google.

La buona notizia è che si può! Con TinEye.com.

Per ora funziona solo ad inviti, ma è veramente forte, guardate il video nella homepage.

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venerdì 16 maggio 2008

Novità per i Raw DNG di Adobe

Importanti novità sul fronte dei formati Raw.

Premessa
Chi fa sul serio con la fotografia dovrebbe scattare in Raw, per tanti significativi vantaggi che non sto nemmeno ad elencare. Il problema è che il Raw non è un formato standard, infatti ogni casa costruttrice di macchine fotografiche ha implementato il proprio (cr2 per Canon, nef per Nikon, ecc.) che non è, guardacaso, compatibile con gli altri. Non solo, non è nemmeno un formato "aperto", nel senso che la codifica è segreta e le case non la vogliono divulgare.

Qui entra in gioco Adobe che ha analizzato filosoficamente il concetto stesso di Raw. Non si tratta forse del corrispettivo del negativo della pellicola? E perché, se noi siamo i proprietari dei nostri negativi, non possiamo esserlo dei nostri Raw? Perché io che uso Canon non posso inviare il mio Raw ad un collega che usa Nikon e lui lo guarda con i suoi strumenti? E se un domani la mia casa costruttrice chiudesse i battenti, che ne sarebbe della mia libreria di foto, visto che il formato è sconosciuto?

Adobe ha creato un formato generico, una "lingua franca", aperto: Digital Negative, DNG. Sì, aperto, il che significa che il formato interno è noto ed è possibile leggere liberamente un file DNG con gli strumenti giusti (Api o software pronto), ed anche convertire da un formato chiuso verso DNG e viceversa.

Dunque un consiglio per tutti: quando importate i vostri scatti Raw, convertiteli subito durante l'importazione in DNG, e starete tranquilli per il futuro. Ecco come:










E ora, le novità

1) Adobe ha annunciato la disponibilità della versione 1.2 del formato DNG. In questa versione, di importante c'è la possibilità di controllare l'integrità del file attraverso un meccanismo di controllo con chiave hash. Saremo così sicuri che il nostro negativo non è stato corrotto durante il trasporto (da scheda di memoria a computer, nel più semplice dei casi) né modificato... E' un passo che mancava per poter assimilare il DNG al negativo della pellicola.

Oltre a questo, la nuova versione prevede l'inclusione del profilo della macchina fotografica che ha prodotto il file nel Raw stesso. Funziona un po' come per i profili ICC, però per i dati raw. Interessanti implicazioni, no?

2) E' disponibile un codec per poter leggere i DNG in Windows Vista. Si può scaricare dal sito dei Labs Adobe. Vedere i DNG direttamente con l'Explorer, non è male.

3) Last but not least, Adobe ha sottoposto il formato DNG all'ente di standardizzazione ISO. L'obiettivo è, ovviamente, quello di farne uno standard mondiale, così le case costruttrici si dovranno, e dico finalmente, adeguare.

Insomma, un passo in avanti significativo per arrivare a far sì che il fotografo sia il legittimo e solo proprietario delle proprie immagini originali. Complimenti Adobe e soprattutto grazie.

PS: Se finora non avete usato il DNG e se lo volete, potete convertire tutte le vostre attuali immagini Raw nel formato DNG, con questo strumento gratuito. Se avete molte immagini ci vorrà un po' di tempo, ma vale la pena riappropriarsi delle proprie immagini, no?

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lunedì 21 aprile 2008

sigma 10-20 mm contro canon 10-22 mm

sigma 10-20
Il Sigma 10-20mm F/4-5.6 EX HSM E' un'ottima lente, se avete fortuna o pazienza.

Mi spiego: se avete fortuna, vi capita un pezzo buono, e iuppidoo.

In caso contrario, dovrete avere pazienza, perché la lente sarà soffice ai bordi; allora la rimanderete indietro in garanzia, a vostre spese, e loro la tareranno.

Farete delle prove e la lente sarà distorta, quindi chiederete di sostituire lo zoom con uno nuovo, rispedirete a vostre spese, e aspetterete la sostituzione.

Vi arriverà e constaterete per la terza volta che non siete del tutto soddisfatti, e ricomincerete tutto da capo.

canon 10-22
Ecco perché è un'ottima lente, se avete fortuna o pazienza. Io che non ho né l'una né l'altra, alla fine, l'ho venduta.

Spero che la Sigma vorrà migliorare il controllo di qualità; nel frattempo io ho comprato l'equivalente della Canon, il 10-22 EF-S, che costa molto di più ma funziona al primo tentativo. In più, ho guadagnato 2 mm, che non sono pochi su APS-C.

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